Quinta Domenica dopo Pasqua: Domenica della Samaritana

 

Laffresco delle Catacombe di via Latina a Roma IV secolo"Per la fede, la Samaritana venne al pozzo,
vide Te - l'Acqua della Saggezza,
avendola bevuta abbondantemente,
il Regno Celeste ereditò per sempre, come gloriosa".
Kondakion della festa

Il dialogo tra Gesù e la donna samaritana, che aveva senso rivoluzionario per quell'epoca, si può comprendere nel suo contesto storico e religioso dai contrasti tra giudei e samaritani. Gesù, per recarsi in Galilea, deve attraversare la città di Sicar nel cuore della Samaria, dove si trova il pozzo del patriarca Giacobbe.

Stanco per il viaggio, Gesù si rivolge a chiedere l'acqua a una donna samaritana che viene ad attingere all'antico pozzo nell'ora più calda della giornata, provocando in lei un stupore. La conversazione divene la storia di una conversione. Alla donna samaritana si revela la potenza e la generosità dell'amore di Dio. Gesù fa crollare le barriere storiche, religiose e culturali e spalanca le porte della salvezza disponibile a tutti, annunciando il dono dell'acqua viva. All'immagine della Legge si contrappone la sorgente della vera dottrina di Cristo come la fonte di vita. Alla tradizione Gesù contrappone il vero culto e l'universalità della salvezza. L'incontro simbolizza la rivelazione del mistero di Cristo nello Spirito della Verità come la sorgente della salvezza.

L’acqua è un simbolo molto frequente nella Scrittura. Per Origene (III secolo) il pozzo dell'acqua viva è il "pozzo delle Scritture". Così Origene nelle sue Omelie sulla Genesi spiega: “Osserva quali grandi cose avvengono presso le acque, per essere invitato anche tu tutti i giorni a venire alle acque del Verbo di Dio e a stare presso i suoi pozzi’ (10,3). Cristo "è venuto e ci ha aperto i pozzi" (13, 3). Come dice Origene, “aprì i pozzi e ci insegnò a cercare Dio non in qualche luogo, ma a riconoscere che in tutta la terra è offerto un sacrificio al suo nome’ (13,3). Egli stesso è il pozzo nuovo: “Vediamo dove il Signore stesso, affaticato dal viaggio, cerca riposo. Dice: Venne al pozzo e sedeva sopra di esso (Gv 4,6)” (10,5).

“Giustamente in un passo, il santo Apostolo, considerando la grandezza dei misteri, dice: E chi è capace di queste cose? In maniera simile, o anzi molto dissimile, tanto noi siamo piccini al suo confronto, anche noi, vedendo una profondità così grande nei misteri dei pozzi, diciamo: E chi è capace di queste cose? Chi infatti potrebbe degnamente spiegare o i misteri dei pozzi così grandi, o dei fatti che, ci viene riferito, furono compiuti riguardo ai pozzi, se non invochiamo il Padre della Parola Vivente, ed egli stesso si degni di mettere la parola nella nostra bocca, affinché possiamo attingere per voi che avete sete un poco di acqua viva da questi pozzi così abbondanti e molteplici" (13,1). Origene sviluppò un'idea, affermando: “Forse, anche nell’anima di ciascuno di noi c’è un pozzo di acqua viva, c’è come nascosto un certo senso celeste e l’immagine di Dio” (13,3).

Questa donna samaritana possa essere un buon esempio per noi, affinché noi, rifiutando tutte le limitazioni e inimicizie, possiamo sempre amare Dio e il nostro prossimo e rafforzare la pace sulla terra. Perché il Nostro Signore unisce tutte le persone senza distinzione nella Sua eterna verità e grazia, e con l'acqua viva nello Spirito Santo guarisce tutti coloro che vengono da Lui.

La scena con la donna samaritana apparve già nell'arte paleocristiana. Tra le prime raffigurazioni sono stati indicati gli affreschi nel battistero di Dura Europos (240 ca), nelle catacombe di Pretestato (III secolo), di Callisto, dei Santi Marcello e Pietro e sulla via Latina (IV secolo), via Appia, sui sarcofagi, sugli avori, sui mosaici della basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna.

a cura di Yaryna Moroz Sarno

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