"L'irresponsabilità uccide per davvero”. Nella Giornata di preghiera per le vittime della pandemia di Covid-19, il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina ha invitato tutti a fare un esame di coscienza

Sua beatitudine Sviatosla Capo della Chiesa greco cattolica Ucraina. 202122 marzo 2021. Durante una Divina Liturgia celebrata per tutte le vittime di COVID-19 il 20 marzo, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Padre e Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha chiesto un esame di coscienza di fronte alle tante vittime della pandemia.

“Lasciamo – ha sottolineato Beatitudine - che ci aiutino in questo le scene drammatiche degli ospedali sovraffollati. Lasciamo che alle nostre orecchie giungano le sirene delle ambulanze, allineate di nuovo nelle file infinite di fronte agli ospedali dove salvano vite da questa malattia. Ascoltiamo le testimonianze dei medici che continuano a svenire per stanchezza e non sanno dove accogliere coloro che hanno bisogno di cure urgenti. Possano le loro testimonianze aiutarci a fare il nostro esame di coscienza”.

La celebrazione si è tenuta nella Cattedrale della Resurrezione di Cristo a Kyiv. Nella sua omelia, il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina ha ricordato che il tempo della Quaresima è un periodo spirituale in cui con gli occhi del cuore raggiungiamo la figura del nostro Salvatore sofferente, flagellato e crocifisso, che voleva essere sepolto come uno di noi".

La ricerca spirituale della Quaresima “è la ricerca di una risposta alla domanda fondamentale dell'umanità: dov'era Dio quando l'uomo ha sofferto? Dov'è Dio quando ci sentiamo afflitti da una pandemia globale incurabile? Dov'è Dio quando guardiamo in faccia alla morte senza poter farci nulla? Dov'è Dio quando l'uomo piange e soffre?". Secondo Sua Beatitudine Sviatoslav, “dalla crocifissione non ci giunge una semplice la parola di risposta, bensì la parola dell'amore divino. Oggi Dio dice a ciascuno di noi: Io sono laddove l’essere umano soffre. Egli è presente di persona in ogni grido e in ogni dolore dell'uomo moderno. Oggi, mentre abbracciamo le infermità e i dolori personali, come Cristo ha abbracciato la sua croce, sentiamo che il contenuto della nostra sofferenza è la salvezza e la risurrezione”.

Come abbiamo riferito in precedenza, dopo aver preso la staffetta da varie Chiese d'Europa, la Chiesa greco-cattolica ucraina si è unita alla perpetua preghiera della Chiesa per le vittime della pandemia di coronavirus. Le Liturgie per le vittime di pandemia si celebrano in Ucraina e all'estero.

"Oggi, nella comunione con la Chiesa universale, - ha sottolineato il Padre e Capo della Chiesa greco- cattolica ucraina - desideriamo abbracciare coloro che piangono i loro parenti, amici, conoscenti o colleghi di lavoro". Vogliamo portare all’altare di Dio il grido e il pianto dell’essere umano moderno crocifisso di fronte alla calamità globale che ci ha colpito. Oggi vogliamo ricordare per nome tutti coloro che sono stati sacrificati, per consegnare le loro anime all'abbraccio amorevole del Padre celeste".

Sua Beatitudine Sviatoslav ha ricordato in particolare i medici morti per la pandemia, i quali “hanno salvato le vite dei pazienti, e poi hanno occupato i loro posti, nelle stesse unità di terapia intensiva, con i ventilatori polmonari, e come gli altri, per malattia sono passati all'eternità. Loro in particolare meritano la nostra memoria, gratitudine e preghiera"..

Sua Beatitudine ha inoltre notato che oggi, guardando le sofferenze di Cristo, cerchiamo di capire il significato della loro sofferenza, dolore e morte, e che è "questo è il motivo per cui i cristiani sono così riverenti della sofferenza e del dolore di ogni persona, perché anche in quella malattia, perfino in quei sintomi, in quei momenti di ricerca di ossigeno, vedono il dolore, la sofferenza e il respiro del Salvatore stesso".

Per quanto riguarda l’esame di coscienza richiesto, Sua Beatitudine ha affermato: "Trovandoci oggi in preghiera davanti al volto di Dio, guardando negli occhi dei morti per i quali stiamo pregando oggi, negli occhi che ci scrutano oggi dall'eternità attraverso le foto degli album di famiglia, dobbiamo superare questo esame di coscienza. Altrimenti, la nostra preghiera non sarà sincera e vera". Ogni credente, ha aggiunto, deve chiedersi: ho fatto tutto per prevenire la diffusione di questo virus? Ho fatto tutto per garantire la salute e la vita: mia e dei miei vicini? Domande che si devono fare specialmente coloro che hanno funzioni statali speciali. Ha chiesto Sua Beatitudine: “I fondi statali dedicati alla lotta contro la pandemia, sono stati utilizzati correttamente? Son state usate adeguatamente le risorse, anche piccole, che avevamo a disposizione per salvare vite umane? Abbiamo compreso correttamente i pericoli di questa malattia?".

Il Capo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina ha anche incoraggiato a rispettare le restrizioni e chiesto di astenersi dalle proteste. Ai responsabili dell’organizzazione della vita comunitaria, Sua Beatitudine ha chiesto: “Avete fatto il possibile per garantire la salute dei propri collaboratori, di tutti coloro per i quali siamo responsabili?" E poi, ha invitato a chiedersi se nelle chiese sono state rispettate “tutte le richieste e le norme per garantire uno spazio sicuro per i nostri cari, i nostri parrocchiani, i membri delle nostre comunità?”.

"Oggi, quando preghiamo per le vittime della pandemia, diciamo che l'irresponsabilità uccide per davvero", ha detto Sua Beatitudine, ricordando come gli ucraini durante il Maydan sono diventati ben consapevoli che l’indifferenza uccide.

Ha infine concluso: “Che la nostra preghiera non sia solo una buona intenzione o sentimento. La nostra preghiera deve trasformarsi in atti concreti di testimonianza cristiana della fede, consapevole e responsabile. Perché è con le nostre mani e le nostre azioni che Dio vuole fermare la pandemia. Con noi e attraverso di noi, Egli vuole fare tutto per rendere l'umanità vincitrice in questa lotta difficile e invisibile".

Il Sismografo

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