Il mistero della chiesa che resta chiusa (ma che invece non lo è) a Monza

Tanti i fedeli che si chiedono come mai non risulti accessibile. Ma c'è una spiegazione

Sono diversi i fedeli monzesi che da tempo vanno chiedendosi per quale ragione la chiesa di Santa Maria degli Angeli in via Zucchi risulti chiusa al pubblico. E ancora in queste ore, sui social, il luogo di culto il cui accesso sembrerebbe essere stato interdetto da tempo è tornato a far discutere.

Un vero e proprio mistero che però ha una spiegazione ben precisa. La chiesa infatti non è chiusa. Ma più semplicemente, per via della carenza dei fedeli, è stata messa a disposizione della comunità ucraina di rito bizantino di Monza e della Brianza. Che di fatto l'ha letteralmente "salvata" dall'oblio. Le chiese vuote, tra carenza di fedeli e carenze delle vocazioni, sono infatti un fenomeno che interessa anche la città di Teodolinda. E in particolare proprio quella di via Zucchi, per molto tempo chiusa al pubblico, perché non più frequentata dai fedeli e senza un sacerdote che potesse occuparsi di dire messa.

Poi c'è stato lo scoppio della guerra in Ucraina. E l'occasione si è rivelata utile per concedere alla comunità ucraina monzese (la più giovane della Lombardia) un luogo nel quale pregare tutti insieme per la fine del conflitto. Sebbene bisognosa di diversi lavori di riqualificazione per via delle infiltrazioni d'acqua monsignor Silvano Provasi, ex arciprete di Monza, ha infatti concesso l'uso della chiesa (che è sotto la giurisdizione del Duomo) alla comunità guidata da don Taras, sacerdote che fa capo alla parrocchia ucraina di via Meda a Milano. Che lì, ogni settimana, celebra la messa con rito bizantino.

Un'accoglienza straniera, quella all'interno della chiesa di via Zucchi, che si affianca anche a quella dei fedeli dello Sri Lanka e del Sud America. Che in via Zucchi a giorni alterni si riuniscono e celebrano messa. Permettendo così alla chiesa di continuare a vivere e a restare aperta, seppure parzialmente, nonostante da tempo non più praticata dai monzesi.

La chiesa, fatta costruire nel 1608 per volontà di Bartolomeo Zucchi, è stata a suo tempo uno degli edifici più importanti della città. Lo Zucchi volle infatti erigere in quel luogo la chiesa per commemorare il miracolo che San Carlo Borromeo (la cui statua capeggia di fronte alla chiesa) aveva fatto a Monza guarendo una nobildonna proprio in quel luogo. Qualche anno, ancora, fa era stata la studiosa monzese Valeriana Maspero ha chiedere che sulla tomba dello Zucchi fosse riposta una lapide, rimossa proprio agli inizi del 1700 perché il calpestio continuo dei fedeli l’aveva resa illeggibile, quale omaggio a un pezzo importante di storia della città.

MonzaToday

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